Porcili Mannu – Is Pauceris D-209
Un percorso molto impegnativo e su fondo difficile, adatto agli escursionisti più allenati. Si percorreranno mulattiere nascoste nel bosco salendo ripidamente verso il Monte Liudeddu e il Monte Lattias, con alcuni dei panorami più belli dell’intero Parco di Gutturu Mannu. Una discesa nel bosco permette di visitare inoltre l’area archeologica di Perdu Secci.
INCROCI CON ALTRI SENTIERI DELLA RES
Partendo dall'incrocio con il sentiero 208 (uno dei due capi del 209) nei pressi del Rio Gutturu Mannu (alla sinistra idrografica del rio) si può raggiungere in breve tempo (percorrendo circa 1km) il crocevia con il sentiero 205 presso Arcu Perdu Secci: da qui si potrà salire verso il Lattias più facilmente, dirigendosi verso Monte Liudeddu restando lungo il 209 (per raggiungere il pianoro del Lattias a quota 1024 mslm incrociando la direttrice 220) oppure utilizzare il 205 per raggiungere il 220 e ridiscendere (con la diramazione-raccordo 220A) verso Case Perdu Melis, cambiando valle (in questo caso, alla destra idrografica del Riu Guttureddu).
ATTENZIONE: PERCORSO IN MANUTENZIONE (alcuni tratti potrebbero risultare chiusi dalla vegetazione o percorribili con difficoltà). Tracciato e segnaletica in fase di verifica.
ATTENZIONE: PERCORSO IN PRE-ACCATASTAMENTO
LA TRACCIA è ORIENTATA da Porcili Isidori (Porcili Mannu) a Is Pauceris.
Avvertenze e Consigli
PERCORSO CON ALCUNI PASSAGGI ESPOSTI, con piano di calpestio sufficientemente largo per il passaggio agevole, ma in brevi tratti su placche granitiche che, in caso di piogge o in giornate particolarmente umide, possono risultare assai scivolose, aumentando il rischio di cadute su scarpata.
I tempi di percorrenza (al ritorno 5h) e il profilo altimetrico cambiano significativamente nei due sensi di percorrenza: nel senso opposto la somma dei dislivelli in salita è superiore (oltre 1100m contro i 774 dell'andata).
Lungo il percorso, attraverso le valli, non sarà presente alcun segnale telefonico: meglio quindi non avventurarsi da soli, e farsi accompagnare da persone esperte.
In occasione di eventi meteo particolarmente intensi, la conformazione dell'area rende questi sentieri particolarmente rischiosi dal punto di vista idrogeologico: questa considerazione generale, è ancor più valida per questo sentiero, che attraversa il greto di grossi torrenti.
Il cisto, e più in generale la vegetazione in ricrescita, in alcuni tratti potrebbe rendere difficoltoso individuare il passaggio: meglio dotarsi di carte dettagliate e/o traccia GPS accuratamente studiata prima dell'escursione!
Si parte dalla sterrata disastrata in località Trunconi, diretti all’antico insediamento pastorale noto come Porcili Isidori (in carta Porcili Mannu). La sterrata, in cattive condizioni, vi giunge in lieve discesa, terminando in uno slargo presso un grosso perastro abbattuto dal vento. La zona è un’area archeologica e si possono rinvenire resti fittili sparsi nella vegetazione.
Dall’area dell’insediamento pastorale abbandonato si procede in discesa su una grossa mulattiera rovinata dalle alluvioni. Si continua a scendere con alcuni tornanti, tenendo sulla sinistra un impluvio che si raggiunge presso un greto sconvolto dalle alluvioni. Il sentiero guada il greto con difficoltà su alcuni sassi scivolosi, tenendosi poi sulla destra in lieve discesa e costeggiando il ruscello per poi effettuare un altro guado nei pressi di una confluenza.
Si individua una mulattiera che si stacca in ripida salita, nel fitto bosco, prendendo quota senza soluzioni di continuità fino a quota 500 circa, dove la pendenza si abbatte leggermente. Superata una pozza fangosa si abbandona la mulattiera prendendo a sinistra.
Attenzione! Tratto per Escursionisti Esperti (EE). Si prosegue in ripida salita sulla linea di massima pendenza, seguendo tracce di sentiero nei corbezzolai e in boschi di leccio giovane, con qualche esemplare di sughera a rompere la monotonia. Si scende leggermente superando un piccolo impluvio, per poi riprendere a salire ripidamente in mezzo alla vegetazione su traccia non sempre ovvia ed evidente.
Attenzione! Tratto per Escursionisti Esperti (EE). Il sentiero attraversa un’ampia zona pianeggiante con grosse carbonaie tra i corbezzoli, ma riprende ben presto a salire mentre il bosco si abbassa divenendo una macchia invadente, ma che concede belle vedute verso il mare. La pendenza è sempre notevole. La traccia si snoda ora tra grossi macigni di granito e finalmente si possono ammirare splendide vedute sulla vallata, affacciandosi dalla cima dei numerosi blocchi rocciosi. La pendenza diminuisce leggermente mentre il sentiero si sposta a sinistra, per riprendere però a salire ripidamente dopo aver attraversato l’ennesimo corbezzolaio. Dopo la ripida salita si raggiunge la zona di Is Seddas dove si arriva in vista del Monte Lattias.
Attenzione! Tratto per Escursionisti Esperti (EE). Si scende sulla sinistra, per tracce di sentiero scomode e malagevoli, riguadagnando poi il filo di cresta presso ampie zone pianeggianti. Si riprende a salire per la massima pendenza verso il monte che ora incombe con i suoi rocciai: la salita è difficile, per rocce sciolte e su placconi di granito che affiorano dalla schiena della montagna. Il sentiero zigzaga tra alcuni macigni granitici, spostandosi sulla destra poco sotto la cima, con viste splendide sul Campidano e l’intera zona del Parco. Si raggiunge un’ampia sella rocciosa sotto le cime maggiori, in ambiente selvaggio e montuoso.
Attenzione! Tratto per Escursionisti Esperti (EE). Si raggiunge l’incrocio col sentiero 220, che sale alla cima principale del Lattias provenendo da Gambarussa. Per un breve tratto, i due sentieri coincidono. Si traversa quindi a destra, su rocce scivolose e con attenzione, piegando leggermente verso sud e raggiungendo un bivio dove si abbandona il 220 per gettarsi a destra in discesa.
Il sentiero appena imboccato percorre un ripido displuvio, con viste notevoli su tutta la zona. Ci si tiene sul filo di cresta, nota come Schina ‘e Forros (riportata anche come Costa Castangias) talvolta lasciando la parte più ripida della cresta per spostarsi leggermente a destra. Man mano che si scende cominciano ad apparire alcune piante di sughere, piuttosto giovani. Quando la pendenza si abbatte, in prossimità di alcune grandi querce, si raggiunge la zona di Perdu Secci. Questa è stata lungamente abitata in passato, come testimoniano i resti sparsi di murature a secco e frammenti ceramici che sbucano dalla terra. La zona, pianeggiante, viene attraversata interamente dal sentiero fino a raggiungere una strada sterrata, dove ci si congiunge al sentiero 205.
Si prende a destra, staccandosi dal sentiero 205 in località Arcu de Perdu Secci, presso uno slargo della sterrata dove si prende a sinistra in un corbezzolaio. Si traversa in quota o leggera discesa, piegando gradualmente verso est e tenendo sulla sinistra un profondo impluvio. Il Sentiero diviene ben presto una bella mulattiera che scende con grande gradualità. Si raggiunge il fondovalle nei pressi di quella che era una grande carrareccia, sul lato destro idrografico del torrente. La carrareccia prosegue in piano, in una zona contraddistinta dalla macchia e senza cambiare direzione, riunendosi infine al sentiero 208.
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