Image credits Sardegna Turismo
The itinerary
Useful informations
Roadbook
Cagliari → Settimo San Pietro → Soleminis 26 km
L’Acqua di Cagliari: Si comincia dal mare, percorrendo la pista ciclabile della splendida Via Roma di Cagliari. Lasciato il litorale, che rivedremo solo nell’ultima tappa, il paesaggio cambia.
Canali e Stagni: Fino a Monserrato, il cammino è accompagnato da canali e stagni che ospitano una ricca e affascinante fauna. Il nome Monserrato è un’eredità degli spagnoli aragonesi, che lo imposero durante la colonizzazione iniziata nel 1323 in onore della madonna nera del santuario del Montserrat, a circa 60 km da Barcellona. Anticamente, il luogo era conosciuto come Paùli (palude, acquitrino).
Verso l’Interno: Dopo aver superato Monserrato (al km 11), il percorso si snoda su strade di campagna tra casolari, vigneti e uliveti, conducendo a Settimo San Pietro (al km 18). Settimo San Pietro, il cui nome deriva dalla storica mansio (stazione di posta) “Ab septimum lapidem” sulla strada che da Karalis conduceva all’attuale Parteolla, ospita la notevole Chiesa di San Pietro del 1400.
Arrivo a Soleminis: Gli ultimi 8 km si percorrono su piacevoli strade di campagna in leggera salita, fino a raggiungere Soleminis. Qui si trova la seconda chiesa dedicata a San Giacomo del nostro cammino, dopo quella di Cagliari (che si può raggiungere con una deviazione verso l’interno della città).
Soleminis → Dolianova → Sant’Andrea Frius 20 km
Dopo soli 4 km da Soleminis, si raggiunge Dolianova, il cuore della regione storica del Parteolla (il cui nome, Pars Olea, è legato all’antica coltura dell’olivo). La città stessa nacque dall’unificazione dei villaggi di San Pantaleo e Sicci San Biagio.
Da non perdere a Dolianova: la Cattedrale di San Pantaleo (XII-XIII sec.): un capolavoro architettonico che unisce armoniosamente lo stile Romanico Pisano e quello Gotico, con evidenti e affascinanti influenze islamiche. Il Museo della Tradizione Olearia (“Sa Mola de Su Notariu”): Situato in Viale Europa 18, offre uno spaccato della storia e della cultura legata alla produzione dell’olio.
Verso Sant’Andrea Frius: lasciata Dolianova, il percorso prosegue su strade sterrate e secondarie, lontano dal traffico, immergendosi nel paesaggio rurale della Sardegna. Si attraversa il Rio Flumineddu, si risale la selvaggia valle del Rio Coxinas, e si arriva a Sant’Andre Frius, punto finale di questa giornata di cammino.
S. Andrea Frius → Silius 18 km
Questa terza tappa del Cammino di Santu Jacu è impegnativa e si snoda su sentieri pietrosi e strade bianche, immersi nel verde.
Difficoltà e Logistica: Il tracciato presenta alcuni guadi e diverse fontane per rifornirsi d’acqua. Lungo il cammino si incontrano vari cancelli che devono essere aperti e richiusi dal pellegrino.
Si passa da Pranu Sànguni (dove si trova, a poca distanza, la zona del radiotelescopio) e poi da Is Alinos.
Dopo il cancello della riserva di caccia (aprire e chiudere) e il parchetto di Is Alinos (con fontana), si segue la strada asfaltata svoltando a destra in discesa, che conduce direttamente al centro del paese di Silius.
Silius → Goni 17 km
Focus sull’archeologia megalitica di Pranu Mutteddu
Il cammino transita per Pranu Muttedu, una delle più importanti necropoli megalitiche della Sardegna. Qui, con numerose sepolture e menhir, è ben visibile il passaggio evolutivo delle pratiche funerarie: sepolture ipogeiche (grotte artificiali scavate nella roccia, come le domus de janas – Case delle Fate, 3.500 a.C.) e sepolture apogeiche (strutture funerarie costruite con grossi monoliti, tipiche del Calcolitico, 2.700 a.C.).
Le strutture che si trovano direttamente sul cammino sono liberamente visitabili.
Goni → Siurgus Donigala → Mandas 23 km
Dal centro di Goni, si segue la via principale e, prima del campo sportivo, si prende a destra Via Indipendenza (in cemento) in leggera salita. Al raggiungimento della casa gialla, si devia a sinistra per passare al di sotto del Nuraghe di Goni.
A circa metà percorso si attraversa Siurgus Donigala, dove possiamo visitare la Chiesa di San Teodoro in stile gotico-catalano, affiancata da un nuraghe, e la Chiesa di Santa Maria del XVI secolo. Poco distante si trova il Lago di Mulargia, un grande invaso artificiale.
Si prosegue fino a salire al bivio per l’Agriturismo Sa Pinnetta (che si trova in alto a destra), ma si continua a sinistra verso Mandas, attraversando la ferrovia ed entrando in paese, dove troviamo la Chiesa e l’ex convento di San Giacomo maggiore.