La Via Catalana con i suoi 238 km è uno dei tratti più lunghi da percorrere sul Cammino 100 Torri. Il percorso è caratterizzato dalle ampie spiagge e dai borghi di origine medioevale di grande importanza storica ed artistica come Castelsardo, Alghero e Bosa. La Via Catalana prende il via proprio da Castelsardo, incantevole borgo affacciato sul Golfo dell’Asinara.
Il cammino si snoda in un susseguirsi di coste rocciose trachitiche con piccole insenature, con l’eccezione della spiaggia di Lu Bagnu. Grazie a questa posizione la località, oltre ad essere esposta ai venti, gode di un panorama unico spaziando su tutte le coste del golfo, comprese quelle della Corsica.
Alghero con i suoi 43000 abitanti è tra i centri costieri più popolati attraversati dal cammino 100 torri. Conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona, la città ha conservato l’uso del catalano, di cui è isola linguistica riconosciuta dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Sardegna (come lingua minoritaria). Rappresenta una delle porte di accesso all’Isola grazie al suo aeroporto, che sorge nelle vicinanze di Fertilia. Conosciuta anche per la Riviera del Corallo, nome che deriva dal fatto che nelle acque della sua rada è presente la più grande quantità del prezioso corallo rosso della qualità più pregiata, pescato da corallari subacquei. Ha una forte vocazione turistica ed è una delle principali mete nell’isola: nel 2012 è stata la decima città italiana più visitata dai turisti stranieri.
Bosa invece è il principale centro abitato della subregione della Planargia e si inserisce, storicamente, nel più vasto territorio del Logudoro. Durante il dominio aragonese, ottenne il rango di città regia del quale attualmente permane, con l’abolizione dei privilegi feudali, il titolo onorifico di città. Insieme ad Alghero è sede vescovile della diocesi. Di grande importanza dal punto di vista storico la Via Catalana rappresenta un dei fiori all’occhiello del cammino 100 torri anche da quello ambientale: di primario interesse naturalistico l’area marina protetta di Capo Caccia, dell’isola Piana e del golfo di Porto Conte. La particolare conformazione geologica (di origine carsica) rende la zona ricchissima di grotte ed anfratti, ancora in buona parte inesplorati. Insistono proprio qui le famose Grotte di Nettuno accessibili sia dal mare che da terra (tramite la famosa Escala del Cabirol, di 656 gradini), e che offre al suo interno un panorama di sale e piscine, come la piscina del gigante, e stalattiti e stalagmiti di forme particolari come l’organo. Sul versante orientale di Capo Caccia si aprono a strapiombo sul mare la Grotta dei ricami e la Grotta Verde.
In poche altre zone della Sardegna gli amanti della solitudine possono godersi i propri passi come sulla Via Catalana. La poca presenza di persone è così percepibile come in questo tratto. Una via che riesce ad unire addirittura due parchi, quello regionale di Porto Conte e quello nazionale dell’Asinara. Punti a favore di questo segmento del cammino 100 torri sono l’elevata presenza di strutture ricettive di qualità, l’aereoporto di Fertilia, e l’attraversamento della città di Alghero con le sue bellezze.
Difficoltà
- La durata della Via Catalana (circa due settimane) rimane un aspetto ragguardevole.
- Da evidenziare le problematiche legate al raggiungimento dell’isola dell’Asinara: si necessita di quasi un’ora di navigazione da Porto Torres, più i quattro chilometri da percorrere a piedi per giungere all’unico punto di ristoro presente.
- Da sottolineare la quasi assenza di strutture ricettive lungo il tratto Alghero – Bosa.