Image credits Cammino Francescano in Sardegna
The itinerary
Roadbook
Cagliari - Uta: questa prima tappa parte proprio dalle prime origini dei francescani in Sardegna, dove oggi c’è il santuario di N. S. di Bonaria. Dopo aver visitato i luoghi francescani di Cagliari si percorre il lato ovest del grande stagno di Santa Gilla, che costeggia la parte sud-occidentale della città. Per uscire dal centro urbano è necessario raggiungere una fermata del bus cittadino in viale La Playa, a ovest del porto, e con la linea 8A raggiungere Giorgino. Purtroppo non è possibile raggiungere il lato ovest della città a piedi. Si attraversa lo stagno accompagnati dalla visuale dei fenicotteri, per raggiungere poi un argine che condurrà fino al territorio di Uta attraversando la campagna nell’ultimo tratto. Si arriva così al santuario mariano medievale che ha ospitato per qualche secolo anche i francescani.
Uta – Villasor: questa tappa percorre la zona centro-ovest del Campidano di Cagliari passando attraverso la cittadina di Decimomannu. Dal santuario mariano-francescano di S. Maria si arriva quasi subito al ponte che scavalca il fiume Flumini Mannu. Nei periodi meno piovosi è possibile arrivare a Decimomannu anche attraverso un argine che conduce all’antico Ponte Romano. Nel collegamento tra Decimomannu e Villasor si attraversano parecchie strade sterrate, che soprattutto dalla parte del territorio di Villasor penetrano diversi terreni agricoli, con le colture tipiche della zona. Lungo questa tappa può capitare frequentemente di assistere al passaggio di aerei militari, data la vicinanza con un aeroporto militare NATO.
Villasor – Samassi: lungo questa tappa ci si addentra subito attraverso la campagna della pianura del Campidano, la più vasta della Sardegna. In questa zona è particolarmente diffusa la produzione dei carciofi e dei cardi. In questa zona si usa dire che Villasor-Serramanna-Samassi siano il “triangolo del carciofo”, e in effetti in tutt’e tre questi paesi esiste una forte tradizione agricola, tanto che ancora oggi c’è una forte esportazione in tutta la penisola. Il percorso è totalmente pianeggiante e immerso nei campi, per cui quasi sempre si incontrano parecchi contadini intenti nei loro lavori. Nel tratto che precede Serramanna è possibile incontrare anche qualche pastore col suo pascolo.
Samassi – Sanluri: in questa tappa, dopo aver attraversato altri campi nel territorio di Samassi, si entra nel territorio di Sanluri, che già sullo sfondo offre al camminatore un paesaggio collinare. Terminati i sentieri in mezzo ai fertili campi, ci si ritrova a percorrere un lungo sterrato attorniato da tanti uliveti e da altri alberi da frutto. Il tratto di Sanluri costeggia anche alcune case di campagna, non è raro incontrare qualche contadino che volentieri si intrattiene a parlare, in alcuni casi è possibile anche andar via con qualcuno dei loro prodotti. Prima di arrivare al centro urbano è necessario passare sotto la strada statale 131, e in questa zona spesso si incontra un giovane pastore che è ben informato sul passaggio dei camminatori.
Sanluri – Villanovafranca: in questa tappa si lascia Sanluri guadagnando la collina a nord-est del paese per affacciarsi in un nuovo paesaggio collinare, quello della Marmilla. Da un castello all’altro potremmo dire, poiché in cima alla collina, appena si può scorgere Villamar e tutti gli altri paesi della vallata, su una delle varie colline guardando verso ovest (pare che Marmilla venga da “mammelle” cioè tutte le colline) compare il castello di Las Plassas. Verso nord invece si staglia solenne tutto l’altopiano della Giara, un parco naturale vastissimo, tutto intorno tanti campi coltivati. Una tappa sali-scendi, poiché dopo aver raggiunto il paese di Villamar, si riprende a salire verso Villanovafranca. Una salita abbastanza importante, ma che attraversa un paesaggio che da tanti è stato assimilato ad alcuni tratti del cammino di Santiago.
Villanovafranca – Gesturi: si lascia Villanovafranca percorrendo un sentiero alle spalle della parrocchiale di san Lorenzo, un’importante discesa che inizialmente ha l’asfalto, ma dopo poche decine di metri si trasforma in sterrato. Dopo aver attraversato un ruscello, che è il confine naturale tra Villanovafranca e Las Plassas, ci si immette in un nuovo sterrato che consiste nel passaggio della vecchia ferrovia. È a questo punto che sarà possibile scorgere proprio davanti al camminatore il castello di Las Plassas in cima alla collina di Cuccuru Casteddu. Sempre proseguendo verso nord per la vecchia ferrovia si giunge a Barumini, ormai famosa per il complesso nuragico sito UNESCO, ma c’è tanto altro da visitare. Sempre la vecchia strada del treno conduce fuori da Barumini per condurre il camminatore fino a Gesturi, paese natale del beato Nicola e incantevole sito naturalistico con la sua Giara.
Gesturi – Genoni: la tappa da Gesturi a Genoni, a parte gli ultimi due chilometri, si percorre totalmente in piano attraverso le colline dell’alta Marmilla. Fino al confine col comune di Nuragus si continua a percorrere l’antica strada ferroviaria, incrociando diversi terreni adibiti al pascolo soprattutto ovino. A parte i centri abitati della partenza e dell’arrivo, il percorso è completamente sterrato e lontano dalle strade carrabili. Superata la prima metà si inizia ad intravvedere il paese di Genoni, adagiato sulla parte bassa della collina Santu Antine, un rilievo che permette di individuare facilmente il paese da molto lontano. Con Genoni, che si trova anch’esso ai piedi dell’altopiano della Giara, si lascia la zona geografica della Marmilla per guadagnare quella del Sarcidano.
Genoni – Laconi: è una tappa molto particolare sia per il territorio sia per il tipo di paesaggio che si attraversa. Lasciando Genoni verso nord, percorrendo uno sterrato si scende a valle. Il terreno a un certo punto si mischia con una roccia calcarea che forma quasi un sentiero naturale a tratti costeggiato dai tipici muretti a secco della Sardegna. Il confine tra i due paesi è segnato naturalmente dal fiume Riu Misturadroxi che si passa con un ponticello per poi risalire verso Laconi. Anche questo scenario è accompagnato da pascoli ovini e bovini, completamente immersi nella natura si può assaporare il silenzio lontano dai rumori artificiali dei centri urbani.