La spiaggia di Nora è una delle più famose di Pula grazie allo scenario delle vicine rovine romane. La baia è delimitata da una scogliera e dal promontorio con la splendida torre del Coltellazzo, perciò riparata dai venti.
Nei giorni di forte maestrale, la spiaggia è perfetta per godersi il sole e fare il bagno in un’acqua limpidissima, con fondale basso, ideale per i bambini. Le varie sfumature di azzurro del mare invitano a piacevoli nuotate, immersioni e pesca subacquea. È accessibile a persone con disabilità e confortevole grazie ad ampio parcheggio, servizi e punti di ristoro.
La spiaggia ha un altissimo valore storico: si trova in prossimità del parco archeologico di Nora. La città antica, fondata dai fenici fra il IX e l’VIII secolo a.C. Le testimonianze fenicio-puniche sono state in gran parte coperte da quelle di età romana. L’area si trova ai piedi di Capo Pula, antico porto, separato dalla terraferma da un istmo, approdo sicuro con qualunque vento.
Sulla spiaggia si erge anche la chiesetta di sant’Efisio, secondo tradizione, luogo di martirio del santo. Qua, il 3 maggio di ogni anno passa la processione in suo onore, uno dei momenti più intensi della quattro giorni della Festa di sant’Efisio.
Sant'Efisio tra storia, fede e tradizione
Tutto ebbe origine nel 303 d.C., quando i romani eseguirono la condanna a morte del soldato Efisio, colpevole di essersi convertito e aver professato il cristianesimo.
Sul punto esatto del martyrium, in epoca altomedievale, fu edificato un santuario.
Sin qui la leggenda, poi la storia della chiesa di sant’Efisio assume connotati più definiti nel tardo XI secolo, quando risulta donata - assieme a numerosi altri luoghi di culto – all’ordine dei monaci vittorini di Marsiglia, che ricostruirono il santuario nelle forme romaniche in voga al tempo, reimpiegando conci in arenaria e calcare provenienti dalle rovine dell’antica città di Nora.
, e deve parte del suo fascino alla posizione, a ridosso dell’arenile. All’interno, sarai pervaso da un’atmosfera mistica e suggestiva, grazie alla fioca luce che penetra dall’oculo che si apre sopra l’abside e alla cripta dalla pianta allungata scavata sotto il presbiterio, dove si apre una struttura cupolata che, secondo tradizione, corrisponde al luogo dell’uccisione e della sepoltura del santo.
La pianta è a tre navate voltate a botte con sottarchi, divise da arcate impostate su robusti pilastri. Nel lato sud della muratura esterna noterai l’inclusione di una stele funeraria fenicio-punica. Il portico e l’atrio addossati alla facciata sono un’aggiunta del XVII-XVIII secolo, probabilmente edificati per riparare dal sole i sempre più numerosi pellegrini. La facciata originaria sorgeva in corrispondenza del campanile a vela.
Il culto di Efisio
Unisce il piccolo santuario a Cagliari, in particolare al quartiere medievale di Stampace, dove sorge un’altra chiesa dedicata al martire, anch’essa edificata in base alla tradizione sopra un luogo simbolico.
La cripta sottostante sarebbe stata, infatti, la prigione del santo, prima del trasporto a Nora per l’esecuzione capitale. Da qui, a partire dalla metà del XVII secolo senza interruzioni, gli abitanti del capoluogo sardo sciolgono un voto verso sant’Efisio, a seguito della cessazione di un’epidemia di peste.
Attraverso i secoli, il pellegrinaggio si è trasformato in una della più maestose processioni in Italia, durante la quale migliaia di fedeli accorrono da tutta la Sardegna per accompagnare il simulacro del santo all’interno di un cocchio. Si parte il primo maggio, con arrivo a Nora il giorno successivo. Il 3 maggio si svolgono i riti celebrativi in spiaggia, il giorno dopo, in tarda serata, sant’Efisio, scortato dall’immenso corteo, fa rientro a Stampace.